Marc Crapez
Ricercatore in scienza politica
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TRAVERSO Enzo (textes choisis et présentés par), Le Totalitarisme. Le XXe siècle en débat,
Seuil, 2001, 924 p.

Schematicamente, il recente dibattito francese separa tre concezioni comparative di fronte ai due più temibili totalitarismi, diciamo per convenzione lessicale : la convergenza (Alain Besançon, Stéphane Courtois, François Furet, Jean-Louis Panné), la prossimità (Bernard Bruneteau, Dominique Colas, Pierre Hassner, Marc Lazar) e la distinzione (Marc Ferro, Henry Rousso, a volte Nicolas Werth). Questa preoccupazione distintiva deriva da una volontà di salvare la figura di Trotski, eventualmente in parte quella di Lénine, e/o di un'affermazione passionale della singolarità del nazismo. Discepolo di Abensour e Kershaw, Enzo Traverso difende l'integralità di questa posizione che si pottrebe chiamare “distinzionista”.

Al termine di un introduzione erudita di un centinaio di pagine, l'autore ci dà un precioso corpus di testi. Certi erano misconosciuti o di accesso difficoltoso. Considerando questo, non si puo che rendere omaggio, veramente, a questo vasto e importante panorama. Ogni selezione di testi essendo discriminante, nessuno penserà a rimproverare al suo responsabile di non aver concesso che un posto minimo agli scrittori (Bernanos, Camus, Huxley, Milosz, Mann, Silone sono assenti), o di non aver scoperto tali o tali contribuzioni alla letteratura antitotalitaria degli anni trenta (Alfred Cobban, Wladimir Drabovitch, Ernst-Erich Noth, Marc Vichniac). In compenso, ognuno potrebbe domandarsi perchè figurano, in una letteratura presumibilmente antitotalitaria, dei testi di Trotski, Gramsci, Marcuse, Daniel Guérin e Isaac Deutscher. Perchè no dei testi “antitotalitari” di Maurras, di Gustave Thibon, di José-Antonio Primo de Rivera o di Oliveira Salazar? In realtà, non più degli anticomunisti vicini a Franco, gli antifascisti vicini a Lénine non sono degli autori antitotalitari. Se è legitimo ammetere la contribuzione di un Victor Serge malgrado non avesse rotto con un certo ideale comunista, allo stesso modo avrebbe potuto essere considerato un Otto Strasser non avendo abbandonato una certa speranza fascista, è che tanto l'uno che l'altro erano comunque nemici dichiarati delle due grandi varianti del totalitarismo.

Presa questa precauzione, limitiamoci alla metà del volume che riguarda i testi antitotalitari anteriori alla famosa sintesi di Friedrich nel 1956 : si constata (completando se è necessario le indicazioni fornite) que su 27 autori scelti da Traverso, solamente 5 aderiscono alla sua scuola “distinzionista”. Sono Paul Tillich, Franz Neumann, Ernst Cassirer, Hans Kohn e Nicola Chiaromonte. Conviene però di eliminare parzialmente i due ultimi i quali non persisteranno nella loro visione distintiva del fenomeno totalitario. Malgrado la diversità dei temi abordati e delle spiegazioni asserite, le altre 22 contribuzioni concordano spesso. Si può darne un'idea in modo tematico.
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